PARIGI 2024

Le Paralimpiadi: storie di riscatto

Universalità, condivisione e solidarietà. Ripartiamo da qui!

Universalità, condivisione e solidarietà. Sono questi i tre ingredienti chiave dello sport da cui occorre ripartire per rendere più inclusivo il nostro mondo, pieno di disuguaglianze. E’ per questo che condividiamo il messaggio che accompagna i Giochi Paralimpici di Parigi 2024, che si terranno dal 28 agosto all’8 settembre: tutti gareggiano a prescindere dalla presenza o meno di disabilità. La campagna promossa dal Comitato paralimpico internazionale, cui ha aderito anche la campionessa azzurra Bebe Vio, vuole superare la narrazione, di alcuni media, di associare la partecipazione agli atleti con invalidità e la gara agli altri. Tra i volti presenti, due in particolare ci hanno fatto emozionare e riflettere per la forza delle loro storie! Si chiamano Valentina Petrillo e Manuel Bortuzzo. Lei è un bellissimo esempio di rivincita sui pregiudizi, lui di rinascita.

Valentina, ipovedente dall’età di 14 anni, si innamora dell’atletica da ragazza, quando la “freccia del sud”, Pietro Mennea, vince l’oro olimpico a Mosca ’80. Da allora, di pista, ne ha corsa tanta. A Parigi gareggia per conquistarsi il podio nei 200 e nei 400 metri, nella categoria femminile T12. Dettaglio, quest’ultimo, non indifferente se si pensa che l’ostacolo più odioso che ha dovuto affrontare non è stato fisico, ma radicato nella mente di ancora troppe persone: lo stigma di genere. Valentina, infatti, è nata uomo e nel 2019 ha cominciato il percorso di transizione che l’ha portata, nel 2023, ad essere riconosciuta legalmente donna. Ma come in molti campi che regolano le nostre vite, un conto è la legge, un altro conto è il sentire comune all’interno della società.

Era il 2023 quando, in occasione dei campionati master indoor di Ancona, un comitato di 30 atlete aveva presentato una diffida alla Federazione, per impedire a Valentina di accedere agli spogliatoi femminili. Notizie del genere fanno male al cuore, ci ricordano la buia stagione segregazionista degli anni ’50-’60, quando per molti la più basica delle libertà, quella di stare al mondo, veniva ostacolata. Per noi, nonostante Parigi e la gara, Valentina ha già vinto l’oro più importante di tutti: essere al mondo per come si è.

A tenerci con il fiato sospeso e ad emozionarci è anche la storia di Manuel Bortuzzo. Il suo insegnamento più grande? Non demordete, inseguite sempre i vostri sogni, nonostante le sterzate della vita. Promessa del nuoto, Manuel rimase vittima di una sparatoria a Roma nel 2019, che ne causò una lesione midollare con la conseguente paralisi agli arti inferiori. Dopo un lungo periodo riabilitativo e con la stessa forza di un’araba fenice, Manuel si è voluto raccontare in due libri: “Rinascere. L’anno in cui ho ricominciato a vivere” e “Soli nella tempesta”. A cinque anni dal nefasto evento, grazie al suo allenatore Francesco Bonanni e all’amico Aldo Montano, Manuel gareggerà nella sua prima Paralimpiade. Che fantastica storia è la vita!

Foto credits: Agenzia Nova