MARMOLADA

Non accada più

Di fronte alla tragedia della Marmolada,
le solite parole, la solita litania

Non accada più. Queste le parole del Premier pronunciate a Canazei. Sarebbe bello crederci, ma purtroppo la sensazione è che siano per l’ennesima volta parole vuote, dette sull’onda dell’emozione e per cercare di dare un segnale, un conforto, una speranza.

Ma perché non accada più che interi pezzi di montagna crollino all’improvviso, che il vento distrugga in una sola notte milioni di alberi, che quello che rimane dei ghiacciai non si trasformi in poltiglia scivolosa, che i fiumi e i torrenti non si prosciughino dovremmo cambiare noi, che ci riteniamo sapiens e invece siamo solo degli incorreggibili e avidi consumatori di terra, di acqua, di aria. Di natura.

 

Superata la tragedia, qualcuno fermerà le nuove cubature all’orizzonte, i nuovi impianti, le nuove strade, i nuovi posti letto? No di certo. Andremo avanti come se nulla fosse. Fino alla prossima sciagura. Vogliamo le Olimpiadi? Perché no, che problema c’è. Vogliamo far si che i passi rimangano autodromi? Ma certo, perché usare il buonsenso quando ancora possiamo spremere le Dolomiti come limoni? La tragedia della Marmolada è l’emblema drammatico di un certo turismo che altro non è che il frutto di un consumo esasperato, catastrofico del territorio a fini di lucro. Se non si fanno ora delle scelte drastiche addio vacanze come le abbiamo intese fino a oggi. Ma nessuno vuole rinunciare a qualcosa, e certo vogliamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto, perciò il futuro non è per nulla roseo.

 

Casualità vuole che la tragedia sia avvenuta il 3 luglio, giornata del ventisettesimo anniversario della morte di Alex Langer, nemo profheta in patria. Già trent’anni fa Langer sosteneva una conversione ecologica che certo non è paragonabile a questa fasulla transizione che ci fa essere a parole tutti green, tutti sostenibili, l’importante è che arrivino i soldi. Quanta ipocrisia c’è in noi, nei nostri comportamenti, nelle nostre azioni. Ancora si spacciano le Dolomiti come luogo incontaminato. Sì, incontaminato dall’intelligenza e dal buon senso. Ma le bugie hanno le gambe corte e stiamone certi, finché non cambieremo registro, di sicuro accadrà ancora. Checché ne dica il Premier.

Foto: www.guworld.com